lunedì 27 giugno 2011
Resistere
Dopo un tema al limite del possibile in cui mi son fatto prendere troppo da un argomento sociologico che mi sta a cuore, tanto da non copiarlo del tutto nonostante 6 ore di temo;
dopo una seconda prova ridicola, somma delle mie incapacità matematiche e della difficoltà obiettiva;
dopo una terza prova fattibile di filo, arte, inglese, latino e scienze, con qualche incidente di percorso ma ottimi punti,
dopo aver presentato una tesina definita da P.Fis come "Un lavoro più che dignitoso!",
nulla resta da fare se non resistere. Resistere, prepararsi e resistere.
Il caldo mi sta uccidendo, per fortuna il mio corpo ha ben poca acqua al suo interno per sua natura, la tensione si sente veramente tanto e molte altre cose banali e stereotipate riguardanti la maturità. Passiamo ai pronostici negativi? coraggio.
15 crediti +
10? crediti +
5? crediti +
11? crediti +
? crediti =
60???
Ho paura che lo scoprirò solo vivendo, ma soprattutto solo all'orale, tanto per citare un commissario. Non solo: gli scrutini saranno parecchio tardi. Perché se col tema la lancia conficcata nel terreno ha mancato di poco l'obiettivo, con mate il mio scudo è frantumato e con la terza prova ho ammaccato la spada, posso ancora lottare...
Ho lavorato molto alla tesina, cercando di farla risultare interessante. I fulmini sono il solo argomento di fisica che ha un po' destato la mia attenzione perchè legato a qualcosa per me di entusiasmante: il limite dei 10 minuti mi ha lasciato un po' male, ma vedremo. Dai, coraggio.
domenica 19 giugno 2011
Il corno sta suonando
Il corno della battaglia sta suonando, lo sentiamo tutti. Ci siamo rifocillati ieri sera con un pranzo e una tavolata che ricordavano quelle dei guerrieri prima della... no, d'accordo, questa è un'esagerazione, è che volevo fare l'epicissimo. Alura, ragioniamo: è domenica mattina e ho un lavoro da concludere in fretta, che devo ancora finire la tesina, dopotutto non è neanche il post finale. Poi il resto.
P.Ing (dopo il nostro benvenuto all'incaricato del giorno): "Ma fate schifo, scusate."
Privi (ping-pong): "Quando il gioco si fa duro Antiss sbaglia di sicuro!"
P.Mat (parlando del possibile esterno di fisica): "Un fisico nucleare imbufalito, frustrato, sua moglie l'ha lasciato, anzi un gheeei, la peggio cosa possibile!"
Cozzett: "Cosa, vedo bene? Un 6 sulla mia verifica?"
Fena: "Si, ma sono i quindicesimi."
*APPLAUSO*
P.Ing (sulla mia geniale trovata): "Il ventilatorino privato?!"
Pioggi: "Yeah... we know we're cool."
Cuotz: "No, the problem is that we just aren't cool enough!!"
Casi (ultima ora di P.Ing): "No, un attimo, siccome questa è la nostra ultima lezione tutti assieme [?] abbiamo portato qualcosa da mangiare."
*MEGA-APPLAUSO*
P.Ing: "Bah, ok, se avanzano 5 minuti. Let's go on con il riassuntino."
Rai: "...non lo tange."
P.Ita: "Non poteva che essere Dante. Io conosco due autori, Dante e Manzoni."
*APPLAUSO*
Pier (momento foto): "Di Verga abbiamo le foto del primo bagnetto."
Pier (su persona non ignota): "Vabbè che non è abilitato a vivere, è un cazzo di incrocio fra Jar-Jar e Chewbecca."
P.Fis-Alternativo-Della-Scuola (come sono ridotto a censurare... orale simulato): "...eh, l'ha detto Filippo ma io non c'ero."
Palu: "Filippo..l l'interrogato di prima..."
P.Fis-Alternativo-Della-Scuola (finirà presto tutto questo): "Si, ma io non... non c'ero, non ricordo niente, cancello tutto."
P.Fis-Alternativo-Della-Scuola: "La regola della mano destra, io mi faccio sempre male a farla..."
Commissaria Arte (simulazione orale): "Quali cose ti sono piaciute di più in quest'anno?"
Pioggi: "Le ultime. No, aspetti, non perché fossero le ultime!"
P.Fis (nostro): "Un punto cuspide?! Cuspide angolosa?! E' geneticamente modificato?"
P.Ita: "Monadi che non siete altro..."
L'intrascrivibile scena di P.Ita che cerca di usare il mio ventilatore per contrastare la corrente della finestra chiude quest'anno. Malgrado non c'entrassi niente con le "scenette" di ieri sera sono state un po' loro a chiuderlo veramente. Laddove il cibo per mio modesto parere culinario di grandissimo chef che un giorno si ed uno forse si nutre di pizza surgelata non è stato all'altezza, il resto lo era. Notare i problemi dei ritardatari Casi e Pier nell'avere la propria cena (il cameriere malese ordì il complotto?), l'allegro stato di lingua sciolta dal vino di Cuotz, la paura generale del DOPO, la cameriera rivelatasi Eva Mendes in incognito (chi si lamenta?), l'assenza di un Fena che vorrà il video da me girato ed altre cose leggere e vaganti che non ho colto, notare che siamo tutti arrivati fin qui.
Ho avuto difficoltà a studiare in questi tempi perché studiare equivaleva ad ammettere che esistesse un Esame e che dunque fosse finita, ma penso di essere giunto al punto di conclusione di quella fase e come tutti noialtri sono pronto ad estrarre la spada e a posizionare lo scudo. Difendersi da possibili titoli di temi sprofondati nell'assurdità, da orrende macchinazioni di calcoli funzionali solo all'emicrania, da un pentamateria quanto mai crudele ed efferato, da una commissione composta solo in parte da volti canosciuti. Porre fine ad una guerra (lieta guerra) che dura da 5 anni con un'ultima decisiva battaglia fatta d'astuzia, di coraggio, di colpi di scena, di prove. E' effettivamente un po' esagerato ma mi piace vederla così, in questo modo epico. Ho poco tempo per scrivere queste righe a carboncino sulla parete interna dell scudo, mentre il corno suona e i calzari strisciano a terra man mano che li sollevo per correre a lama sguainata...
lunedì 13 giugno 2011
Non-post
Il motivo per cui non sto riportando le ultime cose è talmente evidente da rendere inutili queste due righe, ma pareva elegante specificare.
giovedì 2 giugno 2011
Tre sipari
Da qualche giorno a questa parte, chiunque io incontri, oltre a porre tipiche domande sul futuro post-liceo, mi consiglia di "tenere duro, che tra poco è finita". E' un consiglio valido e apprezzabile in una situazione come questa: medie alzate con grande fatica, vasto programma, una tesina ancora da scrivere ("che diamine ci fai sul blog? non dovresti star lavorando?") a causa della mia perplessità sull'uso dello scritto, uno stress continuo, sacrificio di momenti o opportunità in favore di studi di funzioni, ripetizioni e varie; c'è però un'altra cosa verso cui dobbiamo tenere duro e che non sta risaltando molto: in noi prima si è insinuata nella testa fra gli spazi tra una nozione e un'altra ma sta ora facendosi più vedere la questione del tempo che si trasforma, si distorce, porta conseguenze come il commiato di tre professori in una settimana (NO, NON si chiamano P.ITA, P.ING e P.FIL, sono p. BRAMATI, p. SCAMPI e p. SAMEK, dannazione), come le riflessioni sul fatto che settembre era IERI, come l'idea stessa di star finendo l'esperienza liceale. Non sono cose da poco.
Il congedo di Samek è stato il primo, accompagnato da un discorso che ho apprezzato su crescita, confronto, errori, meriti, motivazioni e da un pensiero poetico (ripostato da Fena) toccante, un'uscita di scena sobria ed elegante senza perdere lo sfondo di affetto che intendeva avere (egregi...). Per mio personale carattere non sono uno che si commuove o viene toccato nel profondo come possono essere altri (non sono un mostro senza cuore e nemmeno un menefreghista, che nessuno si avvicini nemmeno a questo pensiero. Come tutti ho la mia scala di coinvolgimento emotivo in date cose) ma l'importanza del momento e il significato delle parole su tre anni di liceo le riconosco in modo pieno, direi completo, le faccio mie e ne tengo conto come del resto ho fatto con tutto ciò che è stata la mia esperienza scolastica in generale. E' per questo che studiamo, no? per arricchirci. A causa appunto del mio personale carattere sono una frana in questo genere di cose, quindi posso solo dare il mio pieno riconoscimento alla figura del mio prof di filosofia, specialmente come colui che mi ha avvicinato a una cultura di studio degli autori senza dubbio affascinante. Sono un umanista e sono sincero nel dire che molti autori ed alcune tesi saranno pensieri divenuti parole e poi convertiti in secondi. Secondi? si, tempo, secondi: quei dieci secondi che cerco (spesso invano!) di aspettare per pensare prima di parlare in modo da dire qualcosa che sia giusto, sensato, argomentato, qualcosa che è passato di moda ormai... Grazie, prof. Samek.
Il congedo di Scampi è stato secondo me spettacolare, di una coerenza magnifica. Il nostro teacher è sempre stato fatto così: lavorare fino alla campanella, iniziare a spiegare un argomento a cinque minuti dalla fine, festeggiare in modo contenuto, senza fronzoli, che non vuol dire distaccato: un sensei rigoroso. Fin dalla prima liceo: maledire i compitini di grammatica, i verbi, il 75%; in terza gli autori e via così. Il risultato? lo stesso di un allenamento coi pesi legati a braccia e caviglie: il mio 6 è un 8 in un'altra scuola e di questo non posso che ringraziare. Ricordo ancora il momento in cui ho realizzato cosa fosse DAVVERO Scampi: ero in vacanza in un camp estivo sportivo che prevedeva anche un'attività di inglese facoltativa, a cui ero stato iscritto a tradimento nonostante fosse palese che si trattasse di qualcosa di poco serio; la preoccupazione genitoriale per il mio 5 da recuperare alla fine dell'anno in inglese aveva causato questo scempio (che mi si rivelò poi utilissimo per saltare altre cose peggiori, per esempio. Mi scuso per gli affaracci miei, ma questa va raccontata.), che ritenevo un'offesa intollerabile a un anno di sudore. Ebbi una sorpresa. L'insegnante madrelingua, un affabile kenyota ventitreenne, ci fece iniziare con un esercizio di conversazione con lui per vedere come eravamo messi ed ero il primo. Presi a parlare fluentemente inglese con lui, riuscendo a dialogare senza nessuna difficoltà. All'epoca avevo 5 e il recupero, ripeto. I miei amici e compagni di corso erano scioccati: di me conoscevano la mia insufficienza e si aspettavano spiaccicassi due parole in maccheronico come loro, il ragazzo era invece contento e mi usò per far pratica a loro. Loro erano sorpresi, ma ero IO il più sorpreso: secondo le mie aspettative sarebbe dovuta andare in maniera molto diversa, non credevo a me stesso. Ero piccino ma avevo capito di avere poco a che fare con quella dimostrazione: il 5 di Scampi era il 7 in un'altra scuola, per quell'età anche l'8. Scampi era il sensei di inglese che mi aveva reso un ragazzino che parlava con un madrelingua e capiva i sottotitoli inglesi di Gangs of New York in lingua originale. Brutale, nevvero? E così ha sempre continuato. Inflessibile nelle sue linee d'insegnamento (lezione fino alla fine; le vacanze sono vacanze; gli appunti li prendete voi; la grammatica va saputa alla perfezione; no, non lo vediamo il film! ecc), posso dire di avere avuto a che fare con un grande insegnante. Scampi è Scampi e ora che la scuola è priva di lui, non per far venire complessi al suo successore, ma basta, fine. Che altro si può dire? Questa scuola sta abbandonando i suoi pilastri uno alla volta (non è di mio interesse, è solo una costatazione: non mi trovavo bene né con Faccini né con Aliprandi, anche se riconosco il loro valore di grandissimi insegnanti): italiano, matematica, inglese... cosa resterà all'Argonne, mi chiedo? Boh. Goodbye, p. Scampi, be well.
Il nostro terzo congedo è Bramati. Non riesco a dire nulla che non sia già stato anticipato da Fena. Mi mancherà davvero. L'amore per la materia e le OPERE, l'intransigenza su determinate situazioni, il senso critico, le battute, il non-sense, il supporto, il modo di fare, l'equilibrio, il dialogo, le esperienze ed i racconti, le lettere, le gite, la disponibilità, i pensieri. Cosa posso dire? Una materia fantastica necessitava di un professore all'altezza e qui si parla di una persona all'altezza di questo e molto, molto altro. Scrivo come se parlassi a sconosciuti e penso tutto ciò che scrivo. C'è ancora molta esperienza davanti a un professore relativamente giovane, ma arrivare a tali livelli di chiarezza e spontaneità nello spiegare qualcosa di così inafferrabile come la letteratura e di armonia durante una lezione, essere un professore così già da ora, in parole povere, fa sì che il mio unico rimpianto della mia esperienza di letteratura italiana sia non vedere come il mio insegnante sarà fra dieci o vent'anni di insegnamento in più. Invidio parecchio quella classe e spero capisca cosa ha di fronte. Un grazie veramente smisurato.
Il post non è all'altezza, lo so. Ma sono stanco.
Il congedo di Samek è stato il primo, accompagnato da un discorso che ho apprezzato su crescita, confronto, errori, meriti, motivazioni e da un pensiero poetico (ripostato da Fena) toccante, un'uscita di scena sobria ed elegante senza perdere lo sfondo di affetto che intendeva avere (egregi...). Per mio personale carattere non sono uno che si commuove o viene toccato nel profondo come possono essere altri (non sono un mostro senza cuore e nemmeno un menefreghista, che nessuno si avvicini nemmeno a questo pensiero. Come tutti ho la mia scala di coinvolgimento emotivo in date cose) ma l'importanza del momento e il significato delle parole su tre anni di liceo le riconosco in modo pieno, direi completo, le faccio mie e ne tengo conto come del resto ho fatto con tutto ciò che è stata la mia esperienza scolastica in generale. E' per questo che studiamo, no? per arricchirci. A causa appunto del mio personale carattere sono una frana in questo genere di cose, quindi posso solo dare il mio pieno riconoscimento alla figura del mio prof di filosofia, specialmente come colui che mi ha avvicinato a una cultura di studio degli autori senza dubbio affascinante. Sono un umanista e sono sincero nel dire che molti autori ed alcune tesi saranno pensieri divenuti parole e poi convertiti in secondi. Secondi? si, tempo, secondi: quei dieci secondi che cerco (spesso invano!) di aspettare per pensare prima di parlare in modo da dire qualcosa che sia giusto, sensato, argomentato, qualcosa che è passato di moda ormai... Grazie, prof. Samek.
Il congedo di Scampi è stato secondo me spettacolare, di una coerenza magnifica. Il nostro teacher è sempre stato fatto così: lavorare fino alla campanella, iniziare a spiegare un argomento a cinque minuti dalla fine, festeggiare in modo contenuto, senza fronzoli, che non vuol dire distaccato: un sensei rigoroso. Fin dalla prima liceo: maledire i compitini di grammatica, i verbi, il 75%; in terza gli autori e via così. Il risultato? lo stesso di un allenamento coi pesi legati a braccia e caviglie: il mio 6 è un 8 in un'altra scuola e di questo non posso che ringraziare. Ricordo ancora il momento in cui ho realizzato cosa fosse DAVVERO Scampi: ero in vacanza in un camp estivo sportivo che prevedeva anche un'attività di inglese facoltativa, a cui ero stato iscritto a tradimento nonostante fosse palese che si trattasse di qualcosa di poco serio; la preoccupazione genitoriale per il mio 5 da recuperare alla fine dell'anno in inglese aveva causato questo scempio (che mi si rivelò poi utilissimo per saltare altre cose peggiori, per esempio. Mi scuso per gli affaracci miei, ma questa va raccontata.), che ritenevo un'offesa intollerabile a un anno di sudore. Ebbi una sorpresa. L'insegnante madrelingua, un affabile kenyota ventitreenne, ci fece iniziare con un esercizio di conversazione con lui per vedere come eravamo messi ed ero il primo. Presi a parlare fluentemente inglese con lui, riuscendo a dialogare senza nessuna difficoltà. All'epoca avevo 5 e il recupero, ripeto. I miei amici e compagni di corso erano scioccati: di me conoscevano la mia insufficienza e si aspettavano spiaccicassi due parole in maccheronico come loro, il ragazzo era invece contento e mi usò per far pratica a loro. Loro erano sorpresi, ma ero IO il più sorpreso: secondo le mie aspettative sarebbe dovuta andare in maniera molto diversa, non credevo a me stesso. Ero piccino ma avevo capito di avere poco a che fare con quella dimostrazione: il 5 di Scampi era il 7 in un'altra scuola, per quell'età anche l'8. Scampi era il sensei di inglese che mi aveva reso un ragazzino che parlava con un madrelingua e capiva i sottotitoli inglesi di Gangs of New York in lingua originale. Brutale, nevvero? E così ha sempre continuato. Inflessibile nelle sue linee d'insegnamento (lezione fino alla fine; le vacanze sono vacanze; gli appunti li prendete voi; la grammatica va saputa alla perfezione; no, non lo vediamo il film! ecc), posso dire di avere avuto a che fare con un grande insegnante. Scampi è Scampi e ora che la scuola è priva di lui, non per far venire complessi al suo successore, ma basta, fine. Che altro si può dire? Questa scuola sta abbandonando i suoi pilastri uno alla volta (non è di mio interesse, è solo una costatazione: non mi trovavo bene né con Faccini né con Aliprandi, anche se riconosco il loro valore di grandissimi insegnanti): italiano, matematica, inglese... cosa resterà all'Argonne, mi chiedo? Boh. Goodbye, p. Scampi, be well.
Il nostro terzo congedo è Bramati. Non riesco a dire nulla che non sia già stato anticipato da Fena. Mi mancherà davvero. L'amore per la materia e le OPERE, l'intransigenza su determinate situazioni, il senso critico, le battute, il non-sense, il supporto, il modo di fare, l'equilibrio, il dialogo, le esperienze ed i racconti, le lettere, le gite, la disponibilità, i pensieri. Cosa posso dire? Una materia fantastica necessitava di un professore all'altezza e qui si parla di una persona all'altezza di questo e molto, molto altro. Scrivo come se parlassi a sconosciuti e penso tutto ciò che scrivo. C'è ancora molta esperienza davanti a un professore relativamente giovane, ma arrivare a tali livelli di chiarezza e spontaneità nello spiegare qualcosa di così inafferrabile come la letteratura e di armonia durante una lezione, essere un professore così già da ora, in parole povere, fa sì che il mio unico rimpianto della mia esperienza di letteratura italiana sia non vedere come il mio insegnante sarà fra dieci o vent'anni di insegnamento in più. Invidio parecchio quella classe e spero capisca cosa ha di fronte. Un grazie veramente smisurato.
Il post non è all'altezza, lo so. Ma sono stanco.
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